L’albero che regna sulla piazza

Mi preparo ad uscire, indosso giaccone,  guanti, cappellino e  mascherina che, ormai, è diventata un accessorio di cui non si può più fare a meno. Prendo Lola, il mio cane, il guinzaglio e iniziamo a passeggiare  per le strade di Moena. Passiamo per il rione di Turchia, non incrociamo nessuno, arriviamo in Piaz de Ramon e cerco una faccia amica, qualcuno, anche solo da salutare, ma non c’è nessuno, il silenzio regna. Una sensazione di disagio mi assale, mi sento persa e sola. Inizio a riflettere ed un brivido mi sale lungo la schiena, mi sento piccola ed incapace di reagire.

Lola ed io, con lo sguardo triste e rivolto verso il basso, continuiamo a camminare, attraversiamo il ponte e arriviamo nella piazza principale di Moena, Piaz de Sotegrava. Lola inizia ad abbaiare e a saltellare allegramente, alzo lo sguardo per capire chi o cosa avesse visto e… vedo un magnifico e possente albero in mezzo alla piazza!
Immediatamente ogni pensiero negativo scompare e torno a sorridere e quel mio senso di malinconia scompare.

Ho sempre visto l’albero di Natale come un simbolo di speranza e di gioia. Fin da piccola ho condiviso dei momenti indimenticabili con la mia famiglia nell’ addobbare l’albero, a sistemare le piccole luci colorate e a mettere la stella cometa sulla punta dell’albero.

Per questa ragione la semplice vista di quell’ albero nella piazza mi ha riempita di gioia e di fiducia, ho immaginato l’albero completamente addobbato a regnare sulla nostra splendida piazza, il piccolo chioschetto che distribuisce vin brulè o succo di mela caldo che con il loro profumo creano un’atmosfera magica e familiare. Sento la banda di Moena intonare le classiche canzoni natalizie e vedo le coppie ballare e gli amici chiacchierare spensieratamente.

Faccio un bel respiro e penso che farei di tutto per tornare alla normalità.

Con questa consapevolezza la sensazione di vuoto e di solitudine che provavo inizialmente è cambiata completamente e si è trasformata in un senso di fiducia. La speranza è tornata e anche, se non sono certa che riusciremo a festeggiare il Natale come abbiamo sempre fatto, non voglio farmi sopraffare dai pensieri negativi.

Ho capito che voglio essere come quel possente albero in mezzo alla piazza: forte e piena di speranza e fiducia.

Moena vuol  tornare a vedere le strade e le piazze piene di coppie, famiglie e gruppi di amici che ridono e scherzano e l’unico dispiacere  sarebbe quello della fine delle loro splendide vacanze nella nostra amata Fata delle Dolomiti!

Alberta Rossi e i suoi appassionanti racconti

Alberta Rossi

Siete curiosi di conoscere l’autrice delle interessanti e coinvolgenti storie/leggende di Moena che ci intrattengono ormai da qualche mese?
Ecco a voi l’intervista di Alberta Rossi, una donna innamorata delle sue origini e in particolar modo della Fata delle Dolomiti.

Raccontaci qualcosa di te.

Mi chiamo Alberta Rossi, vivo a Soraga, in Val di Fassa dove sono cresciuta, di professione faccio la bibliotecaria e fra le mie tante passioni, la più grande è scrivere.

Quando è nata la tua passione per la scrittura?

Credo sia nata presto, già da piccolina, quando ho scoperto che attraverso la scrittura potevo esprimermi. Ero molto timida, quindi credo sia stato per me naturale e anche molto importante trovare nella penna un’amica alla quale raccontare ciò che provavo, ma anche affidarle i miei racconti e le mie poesie.
Ho sempre tenuto tutto, come si dice “in un cassetto” poi incoraggiata da amici, ho cominciato a pubblicare le mie poesie su alcune riviste, a partecipare a dei concorsi, a vincerne alcuni, fino a mettere in scena un mio pezzo di teatro e finalmente a trovare il coraggio di pubblicare alcuni racconti e poi anche dei libri.

Come mai hai scelto di raccontare storie per bambini?

Innanzitutto, credo che non siano libri per soli bambini o ragazzi. Quando scrivo lo faccio sia per la me di adesso che per la me di quando ero ragazzina. Infatti il mio obiettivo è di arrivare a entrambi questi lettori: cerco di “preparare” un po’ il ragazzo alla vita da adulto e di “ricordare” invece all’adulto di rimanere sempre un po’ ragazzo.

Hai sempre scritto libri legati alle leggende e alle tradizioni del territorio?

Diciamo che i miei racconti, più che legati alle leggende e alle tradizioni, sono legate al territorio dove sono ambientate. Di conseguenza se un luogo ha delle tradizioni e delle leggende certamente prima di ambientarci il racconto, ne voglio sapere di più. Credo che la bellezza di un luogo derivi non solo dall’ambiente ma anche da quello che racconta, dalla sua storia, e da tutto ciò che lo riguarda come ad esempio le leggende.

Il tuo ultimo libro ha per titolo “Misteri, avventure e magiche creature. La Val di Fassa tra fantasia e realtà” ed è uscita un’edizione in lingua ladina, la lingua di minoranza delle val di Fassa e un’edizione in italiano. Perché hai scelto di inserire alcuni testi in ladino anche nella versione in italiano?

Questo libro contiene 11 racconti ambientati nei diversi paesi della valle. Siccome all’interno di ogni racconto sono presenti anche i personaggi della mitologia ladina come ad esempio il Salvan, la Vivana o la Bregostana che sono esseri legati alla natura e quindi al luogo dove vivono, ho voluto far sentire attraverso la loro voce anche il suono della lingua del posto. Ovviamente poi c’è anche la traduzione.

Devo dire che questi, se vogliamo chiamarli così, assaggi di ladino, hanno incuriosito molto i lettori non ladini. Spesso mi fermano o mi scrivono per chiedermi curiosità o approfondimenti sulla lingua ladina e la sua cultura.

C’è un racconto che più di altri ti ha appassionata e coinvolta?

Per ragioni diverse credo tutti. Uno al quale tengo in modo particolare è proprio il racconto ambientato a Moena che fa scoprire la ragione del soprannome curioso degli abitanti di questo paese. Ci tengo in modo particolare per il messaggio che dà di unità e dell’importanza e del valore aggiunto del lavorare e del fare assieme, in condivisione, piuttosto che da soli.

Ti rivedi in qualche personaggio dei racconti che narri?

Credo in più d’uno. Forse quello che mi appartiene di più è “Manuela”, la protagonista del racconto che ho ambientato a Soraga dove vivo e dove sono cresciuta e che quindi sento ancora più mio. Si tratta di una ragazza che vuole scoprire come mai gli abitanti del suo paese vengono soprannominati stregoni e incontrerà alcuni personaggi che le faranno capire il valore del sapersi ascoltare col cuore e di ascoltare così anche ciò che abbiamo attorno e chi abbiamo attorno.

Sappiamo che hai in serbo un altro libro che uscirà a breve, vuoi anticiparci qualcosa?

Sì una delle mie grandi passioni oltre alla scrittura è la natura, in particolare la montagna. Come si sarà capito, credo, mi piace anche studiarla e raccontarla a 360°. Il prossimo libro l’ho dedicato alle bellissime Dolomiti. Il titolo del libro è “I colori delle Dolomiti” che uscirà a Natale con l’editore Athesia Tappeiner Curcu Genovese. Si tratta di un libro ricco di colore, di curiosità sul mondo alpinistico e alpino e non solo, ci saranno anche alcune leggende e molto altro.

Hai qualche consiglio da dare a chi ha la passione per la scrittura e vorrebbe scrivere un libro?

Sì di scrivere, di metterci sempre il cuore, tanta passione, di farlo meglio che può e di avere fiducia. Io credo ai sogni che si realizzano.

Ringraziamo Alberta Rossi per averci dedicato il suo tempo e vi invitiamo a continuare a seguire il nostro appuntamento settimanale del venerdì per scoprire sempre più sulla nostra amata Moena. 

L’autunno è arrivato!

Molte persone l’arrivo dell’autunno lo associano a giornate sempre più corte, fredde e tristi, ma per noi moenesi ha un significato ben diverso!

L’autunno per noi è un momento di tranquillità perché la stagione lavorativa è appena terminata ed è il primo momento in cui ci si ritrova sereni e senza fretta a chiacchierare spensieratamente. Da sempre ottobre è il mese delle rimpatriate, infatti le numerose associazioni di volontari, come per esempio la Banda di Moena, i pompieri, la Croce Rossa, i donatori di sangue, organizzano le cene negli hotel ormai chiusi. Anche i coscritti (coetanei in ladino) si ritrovano per aperitivi e cene a festeggiare.

E’ anche il momento in cui i bimbi e non solo loro, indossano i primi golfini, il berrettino di lana e gli stivaletti, e così vestiti sono pronti a cercare le strade meno trafficate per trovare i tappeti di foglie di mille colori ancora intoccati per poi divertirsi a saltellare sopra le scroccanti foglie appena cadute.

Le case si riempiono di un’atmosfera calda ed accogliente, le famiglie arrostiscono le castagne e bevono mosto mentre si dedicano ai giochi di società oppure guardano un film sul divano sotto le calde coperte di pile.

Ecco perché per noi moenesi l’autunno non può che essere uno dei periodi dell’anno più importanti e significativi che riuniscono non solo le famiglie ma anche tutta la comunità!

Ora sono curiosa e vorrei sapere come viene vissuto l’autunno nel tuo paese o nella tua città. Condividilo con noi 

Laghi di Lusia

Laghi di Lusia

LAGHI DI LUSIA

Dopo una dura settimana di lavoro, il sabato mattina ci svegliamo baciati dai primi raggi di sole, subito decidiamo che avremmo dovuto sfruttare al meglio questa splendida giornata. Riflettiamo qualche secondo e prontamente scegliamo di andare in gita ai Laghi di Lusia.

Prepariamo lo zainetto con tutto lo stretto necessario, l’acqua, due bei panini farciti e gli occhiali da sole.
Bene, ora siamo pronti a partire, facciamo salire in macchina Lola, la nostra compagna di avventure a 4 zampe, e partiamo verso il Rifugio Lusia

Appena scendiamo dalla macchina prendiamo un bel respiro e pieni di entusiasmo iniziamo il nostro percorso verso la vetta. La strada non è facile da seguire però non ci demoralizziamo e continuiamo imperterriti a salire e finalmente arriviamo al primo traguardo: il capolinea della seggiovia Lastè. Mentre ci rifocilliamo ammiriamo lo splendido panorama che ci circonda e ci rendiamo conto dell’enorme fortuna che abbiamo nel vivere nella nostra amata Fata delle Dolomiti.

Pieni di energia siamo pronti a ripartire. Abbiamo il ritmo del nostro passo scandito dai campanacci delle mucche che sembrano volerci salutare. Dopo all’incirca 30 minuti scorgiamo dall’alto i bellissimi Laghi di Lusia! Ci sentiamo in una cartolina a 360° e in un istante tutta la fatica che abbiamo fatto si trasforma in pura soddisfazione.
Lola però ha caldo, allora scendiamo verso i laghi e lei non appena ha capito le nostre intenzioni si lancia in discesa e si tuffa nella fresca acqua del lago.

Ora siamo davvero tutti soddisfatti e appagati. Torniamo a casa grati di aver trascorso una bellissima giornata e ci lasciamo cadere felici sul divano.

 

Scopri chi è Matteo Donei

Questa settimana abbiamo avuto il piacere di conoscere meglio Matteo Donei. Originario di Moena, Matteo è da 25 anni maestro di sci e da 10 accompagnatore di media montagna. 

Con clienti provenienti da tutto il mondo che tornano qui per trascorrere giornate sui sentieri delle Dolomiti, Matteo è da sempre un amante della montagna e ha trasformato questa sua passione in una professione, che gli permette di essere a contatto ogni giorno con la natura e le sue amate cime, oltre che con i suoi adorati clienti e il suo fedele amico a quattro zampe!

In questa interessante intervista, Matteo ci spiegherà cosa significa essere accompagnatore di media montagna. Ci darà inoltre importanti suggerimenti su come affrontare le passeggiate in montagna, dai principianti ai più esperti. Ci darà importanti indicazioni sull’attrezzatura che non può mai mancare nel nostro zaino e come ci si veste per affrontare un’escursione in montagna. Infine ci spiegherà anche i diversi pacchetti che ha ideato per il suo progetto Moena Alps. 

Se questa intervista ti ha incuriosito, se anche tu ti stai approcciando per la prima volta al mondo delle escursioni e vorresti maggiori suggerimenti, lascia un commento e Matteo sarà felice di rispondere alle tue domande. 

Valentina e la sua Moena

Gli amici di Moena

Oggi lasciamo la parola a Valentina, giovane interior designer che ha colto subito con entusiasmo il nostro invito a raccontare Moena.

Valentina ci scrive:

“E tu…sei mai stato a Moena?

Lei è li tra le Dolomiti, sul confine tra le Valli di Fiemme e Fassa, coronata dalle splendide montagne che le fanno da sfondo e che la rendono sempre candida e meravigliosa.
L’Avisio passa per il centro scandendo il tempo col suo scorrere lento.
Il sole la illumina e accende i colori vividi delle sue case e delle strutture che ogni anno accolgono i curiosi visitatori.
Moena è bella in inverno quando, coperta da un manto di neve, regala atmosfere uniche che riscaldano semplici pomeriggi passati a prendere un tè caldo in centro o un ritorno dalle piste dopo una giornata intensa di sci. E se poi sta per arrivare il Natale? Beh, ancora meglio: sinfonie a tema risuonano tra le vie e rendono tutto un po’ più magico.
Moena è bella in estate quando, vestita di fiori profumati e dalle mille tonalità, diventa una delle tappe di numerosi turisti pronti a scoprirla per la prima volta o a rimanere i fedeli frequentatori di sempre.
I suoi paesaggi suggestivi, i prati verdi e i suoi boschi rigogliosi la rendono semplicemente tranquilla ed ospitale e la arricchiscono di favole, leggende e tradizioni.

La “Fata della Dolomiti” seduce così, tra le tinte rosa e serene delle sue cime spigolose, colorate dall’alba al tramonto.

Valentina Sironi”

Grazie Valentina, speriamo di vederci presto!

Francesca e Diego

Gli amici di Moena

Benvenuto al primo articolo della collana “Gli Amici di Moena”. Francesca e Diego, due sorridenti ragazzi innamorati, ci scrivono:

“Nonostante il calo improvviso delle temperature, è inevitabile sentire la primavera alle porte. Non è facile non pensare alla montagna proprio ora; chiusi in casa, con lo sguardo alla finestra e la mente tra le nostre amate vette … cosa daremmo per poter godere della loro maestosità in questo momento di difficoltà.

Una cosa è certa, anche da qui, quelle stesse vette sono in grado di incoraggiarci e darci sollievo; il solo pensiero di raggiungerle al più presto, di tornare a respirarle a pieni polmoni, fa si che l’attesa aumenti il desiderio di tornare presto da loro, da quella che è per noi da tempo casa.

Un pensiero felice in particolar modo è impresso; la nostra amata MOENA, la Fata delle Dolomiti. Quante volte ci ha dato il benvenuto facendoci fare quel sospiro intento a dire “ora si, ora ci siamo”.

Per chi non la conoscesse, MOENA potrebbe essere paragonata al tipico paesino delle favole, incantata per così dire. Salendo la Val di Fiemme la si può raggiungere dalla strada maestra o se preferite dallo stradone che la costeggia dall’alto, rendendola la porta principale per la Val di Fassa.

Una volta arrivati, è d’obbligo fermarsi sul primo ponte per scattare una meritata cartolina; l’Avisio che l’attraversa facendole da sottofondo, le case e i negozi che lo costeggiano, per poi finire sulle montagne, lo sfondo perfetto.

La sua chiesa a punta, la fontana di ghiaccio d’inverno, la passeggiata sul fiume, l’ospitalità della sua gente e i suoi negozi, con tutti i suoi prodotti tipici; avrete sicuramente sentito parlare del famoso puzzone di Moena (non potete andare via senza ma non dimenticatevi di farlo mettere sotto vuoto 🙂

Insomma, Moena è per noi un vero e proprio pensiero felice … sarà per questo che tra i tanti sogni nel cassetto quello più custodito è di poterle vivere acconto un giorno.

A presto!
Francesca & Diego”

Grazie ragazzi per le vostre bellissime parole e per queste vostre fotografie, si percepisce davvero tutto il vostro affetto per Moena. Sperando che stiate bene, ci auguriamo di rivedervi presto!

Francesca e Diego ci hanno mandato anche delle simpatiche foto di una loro ciaspolata, così ci hanno fatto venir voglia di raccontare questo sport invernale. Non perderti il prossimo articolo, andremo A Spasso per Moena con le racchette ai piedi!

Se anche tu vuoi far parte della famiglia allargata di questo blog ed inviarci il tuo racconto, scrivici a blog@moena.it, sarai pubblicato nella raccolta “Gli Amici di Moena”.